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Tutte le serate avranno inizio alle ore 21.00
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Si ringraziano per l’ospitalità: Roberto e Mariagrazia Bond, il Conte Damiano Miari Fulcis,Assindustria Belluno, Istituto Professionale Catullo Tecnici audio e luci: Luca Celi, Corrado Polentes, Pierangelo Teti, Marco Valentino, Claudio Viel. Associazione Culturale Bretelle Lasche Tel. 0437.27159 |
Martedì 7 luglio 2009 Voci recitanti: |
«Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: dodici anni fa giurai a me stesso, preso dalla
mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani,
così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in
prosa. Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha
abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va
e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e
non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita,
soprattutto come l’amore.» (Goffredo Parise).
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Martedì 14 luglio 2009 voce recitante: |
La letteratura è piena di panchine, perché parla della vita della
gente e la gente, sopra ogni cosa, aspetta e aspettando gira a zonzo
e si siede dove capita. E poi parla di panchine perché quelli che
scrivono, oltre ad aspettare e guardare anche più degli altri, hanno
spesso una vita di frontiera, senza appartenenza. Le panchine,
simboli della soglia, sono sottili frontiere tra dentro e fuori, oggi in
via d’estinzione, come se la loro gratuità nel nuovo orizzonte del
welfare fosse assolutamente da bandire. La panchina, dove si lascia
libera la mente di vagare, divagare, passeggiare, è un luogo di sosta,
un’utopia realizzata. E’ vacanza a portata di mano. Sulle panchine si
contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci
si dà il tempo di perdere tempo, come leggere un romanzo.
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Martedì 21 luglio 2009 Voci recitanti: |
Lui dissemina calzini e panni sporchi per casa. Lei li raccoglie e si
chiede: “Che male ho fatto per meritarmi tutto questo?”. Lui non
ha idea di come sia fatto un supermercato. Lei ci passa la vita. Lui
ricorda a memoria tutte le formazioni del Milan dalle origini a oggi.
Lei la data del loro primo bacio. Lui le dice: “Ti trovo bella così”. Lei
gli risponde: “Così come, eh?”. Lui, dopo anni di matrimonio, ancora
non la capisce. Lei, dopo anni di matrimonio, ancora non lo capisce.
Eggià. L’amore. La coppia. La famiglia.
Una storia che attinge generosamente alla realtà di tutti i giorni, ma
non rinuncia all’universalità dell’invenzione; una leggera e divertente
metafora della coppia moderna e della frenesia che ci attanaglia
quotidianamente.
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Martedì 28 luglio 2009
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Nati dalla creatività di due straordinari attori che furono tra i
fondatori del “Tag Teatro”, Bricola e Regina sono due maschere
veneziane “moderne”. In libera uscita dall’Ospizio di S. Lorenzo,
dialogano ai margini della società su tutto e su tutti, tra temi
universali e di vita quotidiana, alternando la cronaca agli aneddoti,
i ricordi giovanili ai problemi della terza età. La loro storia di
coppia, il passato di ricordi, i rimpianti, le delusioni, le paure,
il cinismo, (se stava mèio co se stava pèso) si alternano tra litigi,
scherzi e tenerezze sulla panchina del loro saporito mondo.
Momenti di intimità comico-grotteschi, conditi da un linguaggio
popolare ormai quasi perduto, muovono i due personaggi-maschere
in un gestuale moderno, facendoli idealmente proseguire lungo
l’antica via della Commedia dell’Arte. |