Bretellelasche

Comune di Belluno Assessorato alla cultura
leggerelesere 2009

Tutte le serate avranno inizio alle ore 21.00


7/07, 14/07, 21/07
INGRESSO € 1,00


28/07 INGRESSO
€ 6,00


*In caso di maltempo gli spettacoli avranno luogo presso l’Auditorium Comunale eccetto l’ultima data presso il Teatro Giovanni XXIII

Si ringraziano per l’ospitalità: Roberto e Mariagrazia Bond, il Conte Damiano Miari Fulcis,Assindustria Belluno, Istituto Professionale Catullo

Tecnici audio e luci: Luca Celi, Corrado Polentes, Pierangelo Teti, Marco Valentino, Claudio Viel.
Ufficio stampa: Lucia Boranga - info@bretellelasche.it

Associazione Culturale Bretelle Lasche Tel. 0437.27159
Via Mameli 18 - Belluno - Tel. 329 3676945

 

Martedì 7 luglio 2009
Cortile di Palazzo Miari Fulcis - via Cipro
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I sillabari
di Goffredo Parise

Voci recitanti:
Michele Firpo, Elia Luciani, Antonella Michielin

«Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: dodici anni fa giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore.» (Goffredo Parise).

Martedì 14 luglio 2009
Giardinetto di via Sottocastello
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Panchine
come uscire dal mondo senza uscirne
dal testo di Beppe Sebaste

voce recitante:
Loris Tormen

La letteratura è piena di panchine, perché parla della vita della gente e la gente, sopra ogni cosa, aspetta e aspettando gira a zonzo e si siede dove capita. E poi parla di panchine perché quelli che scrivono, oltre ad aspettare e guardare anche più degli altri, hanno spesso una vita di frontiera, senza appartenenza. Le panchine, simboli della soglia, sono sottili frontiere tra dentro e fuori, oggi in via d’estinzione, come se la loro gratuità nel nuovo orizzonte del welfare fosse assolutamente da bandire. La panchina, dove si lascia libera la mente di vagare, divagare, passeggiare, è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. E’ vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere tempo, come leggere un romanzo.

Martedì 21 luglio 2009
Chiostro Istituto Catullo – via Loreto
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Doppio misto
Autobiografia di coppia non autorizzata
di Claudio Bisio e Sandra Bonzi

Voci recitanti:
Francesca Bogo e Michele Firpo

Lui dissemina calzini e panni sporchi per casa. Lei li raccoglie e si chiede: “Che male ho fatto per meritarmi tutto questo?”. Lui non ha idea di come sia fatto un supermercato. Lei ci passa la vita. Lui ricorda a memoria tutte le formazioni del Milan dalle origini a oggi. Lei la data del loro primo bacio. Lui le dice: “Ti trovo bella così”. Lei gli risponde: “Così come, eh?”. Lui, dopo anni di matrimonio, ancora non la capisce. Lei, dopo anni di matrimonio, ancora non lo capisce. Eggià. L’amore. La coppia. La famiglia. Una storia che attinge generosamente alla realtà di tutti i giorni, ma non rinuncia all’universalità dell’invenzione; una leggera e divertente metafora della coppia moderna e della frenesia che ci attanaglia quotidianamente.

Martedì 28 luglio 2009
Cortile di Villa Doglioni-Dalmas
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Bricola e Regina,
quattro ciacole in panchina


di e con Giorgio Bertan e Eleonora Fuser

Nati dalla creatività di due straordinari attori che furono tra i fondatori del “Tag Teatro”, Bricola e Regina sono due maschere veneziane “moderne”. In libera uscita dall’Ospizio di S. Lorenzo, dialogano ai margini della società su tutto e su tutti, tra temi universali e di vita quotidiana, alternando la cronaca agli aneddoti, i ricordi giovanili ai problemi della terza età. La loro storia di coppia, il passato di ricordi, i rimpianti, le delusioni, le paure, il cinismo, (se stava mèio co se stava pèso) si alternano tra litigi, scherzi e tenerezze sulla panchina del loro saporito mondo. Momenti di intimità comico-grotteschi, conditi da un linguaggio popolare ormai quasi perduto, muovono i due personaggi-maschere in un gestuale moderno, facendoli idealmente proseguire lungo l’antica via della Commedia dell’Arte.
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